Sergio Benedetto Sabetta
Chiede Re
Mida a Sileno quale cosa è più desiderabile per sé, risponde Sileno che è una
domanda da non porsi perché la cosa più desiderabile sarebbe essere non nato,
nei greci vi è il senso della tragedia nella mancanza della speranza.
Nell’osservare il gregge i pastori si rispecchiavano in esso, nella violenza
della Natura e nel suo prevalere sulla dimensione umana da questo ne deriva il
limite di cui bisogna esserne coscienti, ognuno con una propria misura o demone
il cui superamento porta alla rovina, ma come osserva Freud noi nell’età della
tecnica non introitiamo mai il senso del limite.
Nella
mancanza di un senso nella Natura, come ci ricorda Nietzsche, devi crearti un
tuo senso per resistere alla sua implosione, l’Io è una maschera indossata per
non vedere ma necessaria per vivere, se Schopenhauer afferma che per vincere la
volontà irrazionale vi deve essere
compassione, estetica o castità, Nietzsche viene a identificarsi solo nell’estetica.
Prometeo è
colui che vede in anticipo le conseguenze dell’agire, ma nella velocità della
tecnica si perde la visione di quello che accadrà, rimane la speranza
escatologica cristiana nel futuro di un destino finale, anche il tempo da
ciclico pre-cristiano diventa quindi lineare in una sintesi tra scienza e
teologia e nella sua finalità escatologica, sempre positiva, crea la Storia
quale concatenazione di eventi verso un fine ultimo, a differenza dei greci
dove vi è la sola cronaca, ma con il nichilismo, nella morte o negazione di
Dio, si perde nuovamente il fine della storia lo scopo ed il perché.
Già Goethe
nel recuperare la cultura greca immagina la Natura come una danzatrice che
perde nella danza gli esseri umani a Lei attaccati, anticipando
l’irrazionalismo di Schopenhauer e in
contrasto con l’idealismo hegeliano, fino al nichilismo ed a Freud, tanto che i
giovani nella negazione di Dio hanno il nichilismo in sé, con una angoscia sul
futuro anestetizzata nella violenza, nell’alcool, nei social e nei
psicofarmaci.
Platone
introduce l’idea di anima quale criterio di verità che crea conoscenza
attraverso una dimensione astratta permettendo di superare le contraddizioni
della fisicità, l’idea presa da S. Agostino, afferma Platone conosci te stesso
secondo misura, appartenendo il male e la follia agli Dei che si manifestano
nei momenti più imprevisti, ma la creazione risiede nel limite tra la ragione e
la follia, tuttavia con il rischio di cadere in una eterna follia.
Per Platone
vi sono quattro tipi di follia: profetica, poetica, amorosa e iniziatica;
l’amore non è che l’immersione della razionalità nella follia da cui se ne esce
mutati, diversamente dall’istinto della specie che si fonda sulla sola
riproduzione e aggressività.
Per
relazionare necessitano i codici, questi vengono rafforzati dai miti e
razionalizzati (regole di comportamento), con la ragione, secondo il principio
di non contraddizione, ma questi nel presente vengono cancellati o rivisti in
modo da poter cancellare la Storia o rivisitarla in forma apologetica.
Applicando le categorie presenti agli eventi storici del passato si creano o
più semplicemente rafforzano i miti a sostegno del potere, ma nascono anche
possibili conflitti che fanno perdere la fiducia nelle istituzioni.
In questa
mitologia rientra anche l’attribuzione della parte cattiva del mondo ai soli
leaders e non ai popoli, permettendo pertanto di assimilarli alla propria
cultura, nel tenere legate agli imperi le province i costi economici aumentano,
come depredarle impoverisce la periferia ma il tutto si ripercuote anche sul
centro dell’impero. Viene a mancare la fede nella propria Nazione divorata nei
costi umani ed economici in presenza di continue guerre, come accade
attualmente negli USA dove il 70% della popolazione non ha più fiducia nel sogno americano, e il 95% non si
interessa del resto del mondo.
Nel
sentimento USA di una mancanza di appoggio da parte delle province europee
dell’impero nello scontro per la ridefinizione delle aree di influenza, gli USA
manifestano chiaramente il vuoto politico che è per loro l’UE, attraverso lo
specchio della guerra in Ucraina. D'altronde nella tensione determinata dal
riarmo tedesco con gli altri Stati europei, memori della storia, la Germania
tende a nascondersi a sua volta dietro le istituzioni europee, salvando la
grande area di influenza economica da lei ricostituita dopo la guerra fredda
nell’Europa centrale, con la Francia indecisa se aderire o meno al sistema
economico del centro Europa, volendo comunque mantenere il proprio primato
militare nell’UE.
Bibliografia
·
AA.VV.,
Tutti contro tutti, Limes, 10/25;
·
Galimberti
U., L’uomo nell’età della tecnica, Albo Versorio ed. , 2011;
·
Abbagnano
N., Storia della filosofia, Utet, 1991.

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