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Metodo di Ricerca ed analisi adottato


Il medoto di ricerca ed analisi adottato è riportato suwww.coltrinariatlanteamerica.blogspot.com

Vds. post in data 30 dicembre 2009 seguento il percorso:
Nota 1 - L'approccio concettuale alla ricerca. Il metodo adottato
Nota 2 - La parametrazione delle Capacità dello Stato
Nota 3 - Il Rapporto tra i fattori di squilibrio e le capacità delloStato
Nota 4 - Il Metodo di calcolo adottato

Per gli altri continenti si rifà riferimento al medesimo blog www.coltrinariatlanteamerica.blogspot.com per la spiegazione del metodo di ricerca.

giovedì 31 marzo 2016

LIBIA. Ad un mese di distanza

Il 3 marzo alcune milizie del Consiglio Militare di Sabratah (CMS), città nell’ovest della Libia, si sono scontrare con gruppi armati rivali probabilmente afferenti al network dello Stato Islamico. Nel corso del conflitto a fuoco sono rimasti uccisi due ingegneri italiani, Fausto Piano e Salvatore Failla, rapiti lo scorso luglio nei pressi di Mellitah. Permangono numerosi dubbi sulla dinamica dell’accaduto. Infatti secondo alcune ricostruzioni, i due italiani sarebbero rimasti uccisi durante l’offensiva delle milizie del CMS contro un covo dello Stato Islamico nelle campagne a ovest di Sabratah. Al contrario, secondo altre indiscrezioni, i due ingeneri italiani sarebbero rimasti uccisi in seguito ad una imboscata subita dal gruppo che li teneva in ostaggio mentre era in corso il loro trasferimento da Sabratah ad una non meglio precisata destinazione.
Il giorno successivo, gli altri due ingegneri italiani ostaggio dei miliziani libici, Gino Tullicardo e Filippo Calcagno, sono stati rilasciati e presi in consegna dalle autorità italiane.
I tragici avvenimenti di Sabratah non solo confermano il grado di instabilità e insicurezza che caratterizza la Libia, ma anche l’estrema frammentazione del mosaico delle milizie e la graduale espansione del network dello Stato Islamico nel Paese. Infatti, il movimento jihadista, grazie alla propria capacità di cooptare ed assorbire le istanze tribali e miliziane, è riuscito a porre sotto il proprio ombrello un ampio ventaglio di formazioni armate, non necessariamente estremiste ma consapevoli dei benefici logistici, mediatici e propagandistici ottenibili mediante l’affiliazione, seppur formale, allo Stato Islamico.
Desta particolare preoccupazione la presenza di un alto numero di miliziani tunisini a Sabratah, città ormai diventata sia la testa di ponte di Daesh nell’ovest del Paese sia il punto di raccolta e passaggio per i combattenti provenienti dal nord Africa. Tale tendenza testimonia l’estrema concretezza del rischio di internazionalizzazione del conflitto libico e di trasformazione del Paese in un nuovo ed attrattivo fronte del jihad globale. 

Fonte CESI 

Geopolitical Weekly n°209

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